Lo ammetto, ci avevo già provato un sacco di volte, ma per pigrizia o improbabili necessità alla fine ero tornato sui miei passi, ma questa volta, grazie anche alla preziosa collaborazione di windows 8 mi sono impegnato di più a voler sfanculare windows da casa mia.

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E pare che ce la sto facendo.

Premetto che ho perso tempo, MOLTO tempo a decidere quale delle tante (troppe) distribuzioni Leenucs installare per avere un usabilità decente, pari almeno a windows 7, senza dover accendere ceri alla madonna ogni volta che dovevo guardare un filmato in flash o installare java.

Per lavoro macino bene su derivate rhel (fedora e centos) ma per l’uso prettamente domestico che dovevo fare le ritengo troppo “tecniche”, mi sono dovuto quindi dirigere sulle derivate debian (quindi l’odiato ubuntu) che ho sempre mal tollerato dopo il passaggio a unity, elemenatry os (troppo mac-like) e mint, quest’ultimo provato in maniera frettolosa mi aveva già piacevolmente colpito.

Decido quindi di optare per Mint 16 con Cinnamon come ambiente desktop.

Premessa:  mio pc è un core 2 quad Q8200, 8 gb di ram, 1 Tb di hdd e radeon 6770, configurazione di 3 anni fa che per quello che mi serve va da dio.

Tralasio i dettagli sull’installazione (che è proceduta senza intoppi) e passo all’”integrazione” di quelle che sono le funzioni che mi servivano, ovvero:

- client per gestire google drive

- client RDP

- software IM

- software per backup

Fin dall’inizio mi è chiaro che a volte l’open source è un male. Per ogni cosa, ogni singola cosa che si vuol fare ci sono una miriade di applicazioni, la maggior parte delle quali fatte COL CULO, concepite per crashare o funzionare alla cazzo di cane e farti incazzare senza raggiungere il tuo scopo finale. Per trovare qualcosa di decente ho dovito installarne almeno 2/3 per poi scegliere la meno peggio, ma andiamo con ordine.

Google NON FORNISCE un client per gestire Drive, la cosa di per se è già assurda, ma poi scopro che l’unico software decente, Insync ora è a pagamento e l’alternativa più valida è Syncdrive che però a causa di un buggonzo  in fase di installazione cerca dei repository che non esistono e bisogna editare con un editor esadecimale dei file di configurazione.

Lavorando con molte macchine Windows mi era necessario un client RDP, la scelta è caduta su Remmina che però NON include nativamente il protocollo RDP ma è integrabile con i suoi plugin.

Al lavoro uso Skype, e sono rimasto stupito quando ho scoperto che c’è anche per linux, l’ho quindi installato, per scoprire che l’interfaccia è UN ABOMINIO che sembra fatta in visual basic.

Per i backup mi trovo bene con Synkron che (grazie a dio) fa egregiamente il suo dovere.

Ora, per fare questo passaggio con rifinitura inclusa ci ho messo quasi 1 settimana (lavorandoci 1 oretta ogni sera) ma sono pienamente soddisfatto, ma consiglierei questa cosa a mio padre? o al cliente medio? o all’amico trafficone?

no, NO, ASSOLUTAMENTE NO.

il perché è semplice, più non si hanno regole più si fanno danni, apprezzo gli sforzi di Gianni Canonical e Mario Fedora che cercano di avvicinare l’utente all’open source, ma per molti è ancora fuori dalla loro portata, preconfezionare un sistema che accontenti l’utente abituato (male) a windows è ancora un utopia, ma sono convinto che un giorno ce la potranno fare, perché anche le grandi maratone cominciano sempre con un solo passo.

Dedico questo articolo al grande Asbesto. Ti amo duro fratello.

Maurizio RanziniLinuxasbesto,linux,mint,remmina,syncdrive,synkron
Lo ammetto, ci avevo già provato un sacco di volte, ma per pigrizia o improbabili necessità alla fine ero tornato sui miei passi, ma questa volta, grazie anche alla preziosa collaborazione di windows 8 mi sono impegnato di più a voler sfanculare windows da casa mia. E pare che ce...